Il Mercato della Terra 2026 festeggia a San Giorgio Canavese un traguardo importante: la decima edizione di un appuntamento che, negli anni, si è imposto come uno dei momenti più significativi per la valorizzazione della biodiversità, delle produzioni locali e della cultura del territorio. Sabato 9 e domenica 10 maggio 2026 il centro storico del borgo canavesano ospiterà due giornate dense di incontri, sapori, laboratori e storie, inaugurando di fatto anche il calendario del Festival della Reciprocità delle Tre Terre Canavesane.
Mercato della Terra 2026, una decima edizione che guarda alle radici
Il tema scelto per questa edizione è «Radicata 2026 – Orco che Zuppa», formula che racchiude il senso più profondo dell’iniziativa. Da una parte c’è il richiamo al legame con la terra, con le origini e con una comunità che cresce senza perdere memoria di sé; dall’altra, un gioco di parole che rende omaggio al torrente Orco, elemento simbolico per la frazione di Cortereggio e per la sua tradizione agricola.
Proprio qui trova la sua espressione più identitaria la coltivazione della Piattella Canavesana di Cortereggio, Presidio Slow Food che rappresenta uno dei simboli agricoli dell’area. In questo contesto i legumi diventano il filo conduttore dell’intera manifestazione: non soltanto prodotti della terra, ma anche metafora di resilienza, fertilità e difesa della diversità agricola.
San Giorgio Canavese celebra produttori, territorio e biodiversità
Per due giorni, le vie del paese si trasformeranno in un grande mercato a cielo aperto con oltre cento espositori tra Presìdi Slow Food, prodotti del Paniere della Provincia di Torino, Maestri del Gusto ed eccellenze regionali e internazionali. Il Mercato della Terra 2026 porterà così a San Giorgio Canavese un racconto corale fatto di saperi, tradizioni e produzioni di qualità.
Tra i protagonisti attesi figurano realtà di grande interesse come lo Storico Ribelle, lo Zafferano di San Gavino Monreale, la Papaccella Napoletana, la Fava di Carpino, il Parmigiano Reggiano da Vacca Bianca Modenese e il Fagiolo Rosso di Lucca. I prodotti saranno al centro non solo degli stand, ma anche dell’offerta di street food e dei menu speciali preparati dai ristoranti del borgo per l’occasione.
La Zuppa dei Record e la festa per i dieci anni del Mercato della Terra
Il momento più atteso arriverà domenica 10 maggio, quando San Giorgio Canavese celebrerà ufficialmente i dieci anni del Mercato con una festa collettiva che unirà comunità locale e visitatori. Durante il pomeriggio saranno omaggiate anche alcune attività storiche del territorio, testimoni di una lunga tradizione commerciale e gastronomica che continua a dare identità al paese.
A chiudere la giornata sarà uno degli eventi più spettacolari dell’intera manifestazione: la presentazione della Zuppa dei Record, con cui il Mercato punta a entrare nel Guinness World Record per la maggiore biodiversità leguminosa mai contenuta in un solo piatto. Un’iniziativa simbolica e al tempo stesso concreta, pensata per trasformare il tema della biodiversità in un gesto condiviso, visibile e memorabile.
Il Festival della Biodiversità dei Ragazzi coinvolge scuole e famiglie
Accanto al programma principale torna anche il Festival della Biodiversità dei Ragazzi, giunto alla sua terza edizione e nato da un’idea di Peppone Calabrese. Nel fine settimana del Mercato, il centro storico ospiterà attività aperte al pubblico tra laboratori creativi, appuntamenti dedicati ai più giovani e momenti di partecipazione pensati per le famiglie.
L’iniziativa proseguirà poi lunedì 11 e martedì 12 maggio all’interno del Castello di San Giorgio Canavese, che diventerà uno spazio di incontro per centinaia di studenti delle scuole medie e superiori del territorio. In programma anche confronti con ospiti del mondo della cucina, della comunicazione e dell’illustrazione, con l’obiettivo di fare della biodiversità un linguaggio accessibile e contemporaneo.
San Giorgio Canavese, borgo simbolo del Mercato della Terra 2026
La scelta di San Giorgio Canavese come casa del Mercato della Terra 2026 non è casuale. Questo borgo di circa tremila abitanti, nel cuore del Canavese, custodisce una tradizione culturale e commerciale che gli è valsa in passato il soprannome di «Atene del Canavese». È qui che la storia locale, il valore delle relazioni e la vocazione allo scambio trovano ancora oggi una forma viva e riconoscibile.
Il celebre mercato del martedì che animava il paese agli inizi del Novecento rivive idealmente in questa manifestazione, diventata negli anni un presidio di cultura alimentare, incontro tra comunità e valorizzazione del territorio. La decima edizione segna dunque non solo un anniversario, ma anche la conferma di un progetto capace di unire identità locale e apertura, memoria e futuro.
